Parole di Un Luigi qualunque + altri amici: loSchiacciasassi; Lettera22; SymonaP.

sabato 31 dicembre 2011

Lele Mora tenta il suicidio


di loSchiacciasassi



Nelle carceri italiane nel 2011 si sono suicidati sul serio 65 detenuti. Che non si chiamavano Lele Mora. E' questa la notizia.
A me pare che Mora si sia limitato ad un gesto (cerotti sulla bocca e sul naso) che non definirei nemmeno dimostrativo. I suoi avvocati hanno avuto gioco facile a diffondere la notizia ai giornali, interessatissimi a mettere sui titoli LELE - MORA - TENTATIVO - SUICIDIO che sono tag che tirano.
Voglio dire: quali sono le notizie che interessano l'opinione pubblica italiana? La corruzione sugli appalti pubblici, o il prezzo di questa corruzione, cioè le escort?
Un affare di corruzione senza escort (Finmeccanica) interessa a nessuno?
Se Lele Mora si fosse suicidato sul serio in carcere (e non lo auspisco per nessun essere umano) sarebbe servito a parlare un po' di più del problema carceri?
Secondo me no, non ne parleremmo comunque; quello che interessa è davvero solo il gossip.

Italia, 31.12.2011

venerdì 30 dicembre 2011

Riflessioni brevi sull'anno che se ne va.


di loSchiacciasassi



Tra referendum e contratti, il 2011 è stato l'anno di Marchionne.
Il CEO Fiat tra le altre cose è venuto pure alla ribalta negli ultimi mesi, quando, insieme all'elogio del maglioncino, ha indicato la fonte ispiratrice da cui sono scaturite molte decisioni d'importanza strategica per l'azienda di cui è a capo e per il paese: bicchieri di grappa.
Ma il 2011 ha avuto anche altri protagonisti. Soprattutto la vita politica del paese si potrebbe ben dividere in due stagioni.
Il periodo primavera/estate è stato dominato dagli scandali: sulla scia di Noemi, B ha continuato a non farsi mancare nulla e così non si è fatto altro che parlare di Ruby, ma anche, parallelamente, dei massaggi del B minore, che evidentemente ha avuto un buon maestro.
Che dire? Viviamo in un paese di grandi tradizioni vinicole e che, patria dell'ars oratoria, sa come far uso della bocca.
Tanto premesso, come meravigliarsi del fatto che le decisioni strategiche vengano prese o da brilli o nel mentre di una pompa?
Il 2011 però è anche l'anno che ci ha ricordato che tutto il mondo è paese. Quindi non stigmatizziamo troppo l'Italia, diciamo che vorremmo un'Italia migliore, ma diciamo che anche il resto del mondo fa abbastanza schifo e non ci deve dare lezioni: in fondo in che modo Strauss-Kahn è stato fatto fuori dalla corsa all'Eliseo?
L'autunno/inverno 2011 ci ha invece portato il governo tecnico, e con esso una nuova speranza: la discesa in campo di Sara Tommasi. Al riguardo nulla da dire: la showgirl ha già mostrato tutto quello che è il suo potere.
E' vero, non c'è più B e non c'è nemmeno più il B minore, ma l'autunno non è mai stato primaverile come quest'anno; siamo davvero sicuri che il vento sia cambiato?
Il voyeurismo resta sempre lo stesso. Mi chiedo chi se ne sia mai fregato se quelli del B o del B minore truccavano un appalto, chi se ne freghi oggi del fatto che il G forse ne abbia truccati a decine.
Si è parlato del B perché la Ruby è gnocca. Non si parla molto del G perché non ha avuto nessuna Ruby ma semmai solo denaro (che al B non interessava, avendone già molto di suo).

Che sperare per il 2012? Più serietà, meno voyeurismo, che chi governa non si sbagli e per una volta prenda in mano le leve del potere, e non altre.

Italia, 30 dicembre 2011

P.S. Per il 2012 auguriamo anche a Luigi di conoscere Sara

giovedì 22 dicembre 2011

Caro Babbo Natale


di loSchiacciasassi



Caro Babbo Natale,
immagino che sarai subissato di letterine, e immagino anche che ce ne saranno di alcune che ti chiedono cose in un senso e di altre che te le chiedono nel senso opposto. Poiché però tu sei finlandese e non italiano, vedi di evitare i soliti compromessi che accontentano tutti e non fanno bene a nessuno, ma vedi di fare, almeno tu, ciò che è giusto.

Pertanto, caro Babbo Natale:

1) Guai a te se non abbatti almeno il 50% dei parlamentari (occhio: non ho scritto il loro numero). L'Italia è un grande paese. L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. L'Italia ha però un grave problema, che sono gli italiani.

Sai caro Babbo Natale, gli italiani sono un problema perché quasi tutti, di sicuro la maggior parte di loro, vivono pensando esclusivamente a sè, coltivando il proprio orticello, e sono del tutto privi del senso del bene comune.
I politici hanno rinunciato al loro ruolo di guida del paese, ed anziché lanciare idee dietro alla quali trascinare il popolo, essi vanno soltanto dietro ai sondaggi e così, anzichè illuminare la gente, ne assecondano soltanto questo suo modo d'essere, e per questo vanno eliminati.

Non mi interessa come lo farai, potrai anche farlo apparire un incidente. Io saprò che sei stato tu.
Ti buco gli zoccoli delle renne se non lo fai.

2) Ti chiedo inoltre una cosa che, per realizzarla, avresti anche la possibilità di cogliere due piccioni con una fava. Sai, c'è un argomento cui dedico particolare attenzione (vedi, anch'io ti parlo dei miei interessi personali), che è la giustizia. Caro Babbo Natale, aiutaci tu, devi assolutamente far fuori tutti gli avvocati e i magistrati onorari d'Italia.
Se inizi con gli avvocati parlamentari, come ti dicevo, in un colpo solo realizzi il punto 1) e fai già anche gran parte di questo punto 2).

Lo stato della giustizia è un termometro affidabile per la valutazione dello stato di un paese.
Lo sai meglio di me che la gente investe in Finlandia perché se in futuro dovrà recuperare un credito in sei mesi lo potrà fare. Qui in Italia non è esattamente così.
Il legislatore fa delle leggi assurde, per sistemare la situazione dice lui - mah. In realtà infatti  mi sa che qui altro che Babbo Natale; qui per illuminare il legislatore ci vorrebbe che da lassù rifacessero scendere l'Arcangelo Gabriele.
Quando invece sono state avanzate quelle poche proposte sensate che potrebbero sensibilmente migliorare la situazione gli avvocati e i magistrati onorari si sono sempre opposti; sono pure loro italiani in fondo, e tutelano pure loro il loro orticello, ma non si ricordano che se la terra di tutti va in malora anche lo stato di salute di tutti gli orticelli privati, che si trovano su quella terra, ne risentirà.

Vedi tu che devi fare Babbo Natale, e fallo. Ricordati che so dove abiti.

3) Per carità, ci stanno togliendo tutto. Non ci far togliere la salute.

4) Infine, dato che sono buono e penso anche agli altri, caro Babbo Natale, desiderei  una scatola di Viagra per Bossi, perché la Lega possa avercelo duro ancora oggi (poi magari come effetto collaterale se ci rimane anche non è che ci crei un gran guaio).

Come hai visto ti ho chiesto pochissime cose. Poiché sono stato buono quest'anno, gradirei che i miei giusti desideri venissero realizzati .

Con i miei migliori auguri di buone feste e, per te, anche buon lavoro!
Gira gli auguri anche agli gnomi. Come dici? Brunetta è ancora in aspettativa parlamentare? Che fannullone!

Saluti!
P.S. Visto che ci sei, al solito portami anche Gioia o Letizia. Tutte e due no che quest'anno non ce la faccio a mantenerle!





venerdì 16 dicembre 2011

Primus inter pares

di Un Luigi qualunque





Il Presidente della Repubblica ha dichiarato che tutti dovranno fare dei sacrifici, che saranno “Necessari anche da parte degli italiani dei ceti meno abbienti” (Ansa, 16.12.2011)
Così, la crisi economica fa nascere delle riflessioni anche in relazione ai costi della Presidenza della Repubblica.
Il personale è veramente numeroso: gli addetti di ruolo  ammontano a circa 1000 unità; tra loro ci sono un centinaio di dipendenti in diretta collaborazione con i vertici della Presidenza: e poi circa 1000 militari -  corazzieri  e addetti alla polizia e alla sicurezza -  Un organico davvero notevole  se si pensa, ad esempio, che la regina Elisabetta II d'Inghilterra dispone di circa 300 dipendenti, il re di Spagna di circa 500 , il presidente Usa di circa 450 , l'imperatore del Giappone di 1000 all'incirca.
Questo apparato - e la manutenzione dell’immenso palazzo che fu dei Papi e dei re d’Italia, nonché dei suoi giardini – impone una spesa superiore ai 240 milioni di euro l’anno, somma non lontana da quella, per esempio, spesa per le intercettazioni, al centro di frequenti polemiche.
Sono dati veramente impressionanti, che fanno riflettere:  oltre che per il  valore assoluto, per il fatto che il nostro è un Presidente di una Repubblica democratica, nella quale il popolo è sovrano, ed è vigente un principio di uguaglianza per il quale anche chi ricopre cariche istituzionali è un cittadino come gli altri, pur avendo chiaramente, delle responsabilità diverse.
Insomma, il Presidente della Repubblica è  un  Primus inter pares. Questo principio pare essere in contrasto con il fatto che i presidenti della repubblica italiana risiedono in un palazzo reale, e dispongano di una dotazione di uomini, mezzi e strutture in stile “monarchico” e d’altri tempi. Il Quirinale è un lussuosissimo palazzo, già  residenza dei Papi e poi dei Re d’Italia, è in sostanza un palazzo reale e così la domanda sorge spontanea: ma i  Presidenti  non potrebbe vivere in una (pur di un certo livello, per carità!)) “normale” residenza, utilizzando il Quirinale solo per il “lavoro” e le cerimonie ufficiali? Si potrebbe aprire la struttura  ai  turisti (non solo in periodi e spazi limitati, come accade oggi) con la possibilità per le casse dello Stato di beneficiare degli introiti derivanti dal costo dei biglietti, utilizzabili per coprire parte delle spese di manutenzione.
Allo stesso modo rilevanti sono i costi per il mantenimento delle lussuose residenze presidenziali, quali Castel porziano (una tenuta di 59 Km2 alle porte di Roma) e  Villa Rosebery a Napoli (estesa su una superficie di  66 Km2, che  si sviluppa in declivio verso il mare).
Forse un tale dispiegamento di forze e così tanti milioni di euro, paiono veramente eccessivi per il mantenimento di un’ Istituzione (democratica) composta da una sola persona, e non solo perché “c’è crisi”; è un discorso più ampio, di sobrietà, da attuare sempre nel “maneggiare cose pubbliche”, ma anche di proporzione: fa riflettere che la medesima somma giudicata (da alcuni) eccessivi per le intercettazioni (strumento di ricerca della prova molto utile)  non desti alcuna perplessità se iscritta in bilancio, per le necessità del Quirinale.
Forse questa struttura, importante, fondamentale e costituzionalmente prevista, andrebbe rivista nelle sue dimensioni, in modo da farla apparire (ancor di più) democratica.

venerdì 9 dicembre 2011

Il Governo tecnico (imposto?)

di Un Luigi qualunque




In questi giorni si fa un gran parlare di super Mario Monti, l'uomo della provvidenza. Il non plus ultra della sobrietà e santità, necessari per salvare il Paese.
Sappiamo da dove veniamo, e dove potevamo finire in mano al precedente governo,
Sicuramente i ministri che si sono insediati sono persone esperte, con un gran bel CV. Su questo non c'è dubbio. E' ciò di cui aveva bisogno il Paese; anzi è forse ciò di cui questo Paese avrebbe sempre bisogno: persone competenti, dai modi istituzionali e misurati.
Il dubbio è un altro; come si è arrivati a questo governo?  il governo Berlusconi poteva essere antipatico ai più, stava galleggiando e non governando, ma grazie al cielo i Governi  non si reggono sugli umori, ma si muovono nel contesto dell'ordinamento giuridico; Il governo Berlusconi, tecnicamente non aveva nessun motivo per dimettersi: non ha subito un voto di sfiducia; il Presidente non ha rassegnato le dimissioni, o meglio lo ha fatto "non spontaneamente". Certo, mi si potrà dire che i Governi non si reggono solo in base all'ordinamento giuridico; ci sono delle ragioni di opportunità che determinano certe dinamiche. Ovvio. Concordo. Ma stavolta pare che le c.d. "pressioni dei mercati"" e dei partners europei abbiano avuto un peso determinante; e allora forse qui nasce il problema, forse si è creato un precedente pericoloso.
Che il Presidente Berlusconi abbia fatto bene a dimettersi, a detta dei più, non pare essere in discussione; il problema è un altro: forse sono le modalità attraverso le quali ciò è avvenuto, a preoccupare. Oggi la cosa è generalmente accettate perchè nel complesso era quello un governo oramai "mal sopportato" e quindi la "pressione" esterna è stata generalmente accettata, anzi, in molti casi, ben vista; ma un domani, qualora ci dovesse essere un governo che "ci piace", un governo ben voluto dai più, ma che producesse delle reazioni negative sui mercati, quale sarebbe la cosa da fare? Quale sarebbe la nostra reazione ad aventuali pressioni esterne?  Un domani , in nome della stabilità dei mercati, vedremmo ancora di buon occhio le dimissioni di un Governo legittimamente insediato?
Il pericolo è che con la scusa dei mercati si possa creare un meccanismo di ricatto, indurre governi "sgraditi" alle dimissioni, cambiare gli assetti europeri, con ingerenze gravi nelle dinamiche interne dei diversi Paesi.
Questa è il pericolo, sacrificare tutto in nome della stabilità dei mercati che attualmente (e spesso) appaiono scollegati dall'economia reale (es. titoli di aziende floride che però crollano in borsa), nonchè regolati da dinamiche spesso aleatorie, e che subisocno strabilianti cambiamenti a seguito dei giudizi talvota discutibili da parte delle agenzie di rating.
I dubbi aumentano quando ci si rende conto che i rappresentanti del nuovo Governo sono proprio espressione di quel mondo, quelle lobbies, che premono sui Governi cercando (spesso riuscendoci) di influenzarne l'operato.
Questo è il punto, dal quale scaturisce un promemoria per il futuro, così semplice (e sensato) da essere banale: non consideriamo giuste e legittime solo le scelte che ci piacciono.