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venerdì 16 dicembre 2011

Primus inter pares

di Un Luigi qualunque





Il Presidente della Repubblica ha dichiarato che tutti dovranno fare dei sacrifici, che saranno “Necessari anche da parte degli italiani dei ceti meno abbienti” (Ansa, 16.12.2011)
Così, la crisi economica fa nascere delle riflessioni anche in relazione ai costi della Presidenza della Repubblica.
Il personale è veramente numeroso: gli addetti di ruolo  ammontano a circa 1000 unità; tra loro ci sono un centinaio di dipendenti in diretta collaborazione con i vertici della Presidenza: e poi circa 1000 militari -  corazzieri  e addetti alla polizia e alla sicurezza -  Un organico davvero notevole  se si pensa, ad esempio, che la regina Elisabetta II d'Inghilterra dispone di circa 300 dipendenti, il re di Spagna di circa 500 , il presidente Usa di circa 450 , l'imperatore del Giappone di 1000 all'incirca.
Questo apparato - e la manutenzione dell’immenso palazzo che fu dei Papi e dei re d’Italia, nonché dei suoi giardini – impone una spesa superiore ai 240 milioni di euro l’anno, somma non lontana da quella, per esempio, spesa per le intercettazioni, al centro di frequenti polemiche.
Sono dati veramente impressionanti, che fanno riflettere:  oltre che per il  valore assoluto, per il fatto che il nostro è un Presidente di una Repubblica democratica, nella quale il popolo è sovrano, ed è vigente un principio di uguaglianza per il quale anche chi ricopre cariche istituzionali è un cittadino come gli altri, pur avendo chiaramente, delle responsabilità diverse.
Insomma, il Presidente della Repubblica è  un  Primus inter pares. Questo principio pare essere in contrasto con il fatto che i presidenti della repubblica italiana risiedono in un palazzo reale, e dispongano di una dotazione di uomini, mezzi e strutture in stile “monarchico” e d’altri tempi. Il Quirinale è un lussuosissimo palazzo, già  residenza dei Papi e poi dei Re d’Italia, è in sostanza un palazzo reale e così la domanda sorge spontanea: ma i  Presidenti  non potrebbe vivere in una (pur di un certo livello, per carità!)) “normale” residenza, utilizzando il Quirinale solo per il “lavoro” e le cerimonie ufficiali? Si potrebbe aprire la struttura  ai  turisti (non solo in periodi e spazi limitati, come accade oggi) con la possibilità per le casse dello Stato di beneficiare degli introiti derivanti dal costo dei biglietti, utilizzabili per coprire parte delle spese di manutenzione.
Allo stesso modo rilevanti sono i costi per il mantenimento delle lussuose residenze presidenziali, quali Castel porziano (una tenuta di 59 Km2 alle porte di Roma) e  Villa Rosebery a Napoli (estesa su una superficie di  66 Km2, che  si sviluppa in declivio verso il mare).
Forse un tale dispiegamento di forze e così tanti milioni di euro, paiono veramente eccessivi per il mantenimento di un’ Istituzione (democratica) composta da una sola persona, e non solo perché “c’è crisi”; è un discorso più ampio, di sobrietà, da attuare sempre nel “maneggiare cose pubbliche”, ma anche di proporzione: fa riflettere che la medesima somma giudicata (da alcuni) eccessivi per le intercettazioni (strumento di ricerca della prova molto utile)  non desti alcuna perplessità se iscritta in bilancio, per le necessità del Quirinale.
Forse questa struttura, importante, fondamentale e costituzionalmente prevista, andrebbe rivista nelle sue dimensioni, in modo da farla apparire (ancor di più) democratica.

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