di Un Luigi qualunque
In questi giorni si fa un gran parlare di super Mario Monti, l'uomo della provvidenza. Il non plus ultra della sobrietà e santità, necessari per salvare il Paese.
Sappiamo da dove veniamo, e dove potevamo finire in mano al precedente governo,
Sicuramente i ministri che si sono insediati sono persone esperte, con un gran bel CV. Su questo non c'è dubbio. E' ciò di cui aveva bisogno il Paese; anzi è forse ciò di cui questo Paese avrebbe sempre bisogno: persone competenti, dai modi istituzionali e misurati.
Il dubbio è un altro; come si è arrivati a questo governo? il governo Berlusconi poteva essere antipatico ai più, stava galleggiando e non governando, ma grazie al cielo i Governi non si reggono sugli umori, ma si muovono nel contesto dell'ordinamento giuridico; Il governo Berlusconi, tecnicamente non aveva nessun motivo per dimettersi: non ha subito un voto di sfiducia; il Presidente non ha rassegnato le dimissioni, o meglio lo ha fatto "non spontaneamente". Certo, mi si potrà dire che i Governi non si reggono solo in base all'ordinamento giuridico; ci sono delle ragioni di opportunità che determinano certe dinamiche. Ovvio. Concordo. Ma stavolta pare che le c.d. "pressioni dei mercati"" e dei partners europei abbiano avuto un peso determinante; e allora forse qui nasce il problema, forse si è creato un precedente pericoloso.
Che il Presidente Berlusconi abbia fatto bene a dimettersi, a detta dei più, non pare essere in discussione; il problema è un altro: forse sono le modalità attraverso le quali ciò è avvenuto, a preoccupare. Oggi la cosa è generalmente accettate perchè nel complesso era quello un governo oramai "mal sopportato" e quindi la "pressione" esterna è stata generalmente accettata, anzi, in molti casi, ben vista; ma un domani, qualora ci dovesse essere un governo che "ci piace", un governo ben voluto dai più, ma che producesse delle reazioni negative sui mercati, quale sarebbe la cosa da fare? Quale sarebbe la nostra reazione ad aventuali pressioni esterne? Un domani , in nome della stabilità dei mercati, vedremmo ancora di buon occhio le dimissioni di un Governo legittimamente insediato?
Il pericolo è che con la scusa dei mercati si possa creare un meccanismo di ricatto, indurre governi "sgraditi" alle dimissioni, cambiare gli assetti europeri, con ingerenze gravi nelle dinamiche interne dei diversi Paesi.
Questa è il pericolo, sacrificare tutto in nome della stabilità dei mercati che attualmente (e spesso) appaiono scollegati dall'economia reale (es. titoli di aziende floride che però crollano in borsa), nonchè regolati da dinamiche spesso aleatorie, e che subisocno strabilianti cambiamenti a seguito dei giudizi talvota discutibili da parte delle agenzie di rating.
I dubbi aumentano quando ci si rende conto che i rappresentanti del nuovo Governo sono proprio espressione di quel mondo, quelle lobbies, che premono sui Governi cercando (spesso riuscendoci) di influenzarne l'operato.
Questo è il punto, dal quale scaturisce un promemoria per il futuro, così semplice (e sensato) da essere banale: non consideriamo giuste e legittime solo le scelte che ci piacciono.
...ogni volta che penso alla politica, e a quello che noi siamo grazie/per colpa di essa, e a quello che sarà ...mi viene in mente una frase, dove ci vedo tanto passato, presente e futuro : "L'abilità politica è l'abilità di
RispondiEliminaprevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l'anno prossimo. E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto" (Winston Churchill)