di Lettera22
La meraviglia Olimpica si è confermata anche a Londra. Poco meno di 20 giorni pieni di
sport, d’agonismo, di competizione, di sudore, impegno, concentrazione, di
emozioni. Tutto per una medaglia, per salire sul podio e poter indossare al
collo una medaglia olimpica. Magari dopo anni di allenamenti, contro avversari
provenienti da qualsiasi parte del mondo. Perché le Olimpiadi hanno quel fascino particolare.. quello che ti tiene
incollato al televisore a seguire uno sport del quale nemmeno sapevi
l’esistenza, a tifare un’atleta del quale non conosci nemmeno il nome. Ti
prende, ti seduce, conquista la tua attenzione.. e poi ti abbandona.. ti saluta
e ti da appuntamento a fra 4 anni. Succede ogni volta, ed ogni volta ha un
fascino particolare. L’Olimpiade appena conclusa è stata un grande, grandissimo
evento di sport. Gli atleti partecipanti sono stati 10.973 (6.113 uomini e 4.860 donne), in rappresentanza delle 205 nazioni partecipanti. In mezzo a
questi numeri un’eterogeneità di storie incredibile, si va dai 530 atleti statunitensi ai 380 atleti cinesi, dai 542 atleti del Regno Unito ai 290 atleti italiani fino ad arrivare ai
4 Atleti Olimpici Indipendenti, i 2 atleti del Bhutan, i 2 della Guinea equatoriale, i 3 del Malawi… Insomma, persone diverse,
con storie diverse, provenienti da ogni parte del mondo, a competere tutti
sullo steso piano per la stessa medaglia. L’atleta del paese più ricco contro
l’atleta del paese più povero, la colonia contro il Paese conquistatore,
l’atleta cristiano contro il musulmano, tutti a sudare allo stesso modo per la
stessa medaglia. Perché in fondo lo sport, nella storia, è sempre stato il
veicolo più efficace per messaggi di uguaglianza di fratellanza, di
solidarietà. Molto di più di qualsiasi azione diplomatica.
Sono state Olimpiadi bellissime, sono state le olimpiadi di 44 nuovi record mondiali, di 117 nuovi record olimpici. Sono state le olimpiadi degli Stati Uniti, primi nel medagliere con 104 medaglie (46 d’oro, 29 d’argento, 29 di bronzo), che portano il bottino delle medaglie statunitensi nella storia dei giochi olimpici a 2.411, più di chiunque altro.
Tra gli atleti statunitensi una menzione merita Michael Phelps, l’atleta più medagliato di queste olimpiadi con 6 medaglie, ed il più medagliato nella storia dei giochi con ben 22 medaglie.
Un’altra menzione, inevitabile, va all’uomo immagine di queste olimpiadi, Usain Bolt, medaglia d’oro nei 100 mt, nei 200 mt e nella staffetta 4x100, fenomenale nel riuscire a conquistare 3 ori in alcune delle discipline più attese, ma ancor di più nel riuscire a ripetersi ed a confermarsi dopo i 3 ori nelle stesse specialità Pechino 2008.
Sono state Olimpiadi bellissime, sono state le olimpiadi di 44 nuovi record mondiali, di 117 nuovi record olimpici. Sono state le olimpiadi degli Stati Uniti, primi nel medagliere con 104 medaglie (46 d’oro, 29 d’argento, 29 di bronzo), che portano il bottino delle medaglie statunitensi nella storia dei giochi olimpici a 2.411, più di chiunque altro.
Tra gli atleti statunitensi una menzione merita Michael Phelps, l’atleta più medagliato di queste olimpiadi con 6 medaglie, ed il più medagliato nella storia dei giochi con ben 22 medaglie.
Un’altra menzione, inevitabile, va all’uomo immagine di queste olimpiadi, Usain Bolt, medaglia d’oro nei 100 mt, nei 200 mt e nella staffetta 4x100, fenomenale nel riuscire a conquistare 3 ori in alcune delle discipline più attese, ma ancor di più nel riuscire a ripetersi ed a confermarsi dopo i 3 ori nelle stesse specialità Pechino 2008.
Sono state 18 le
nazioni che hanno vinto una sola medaglia e che meritano anch’esse di essere menzionate: Algeria,
Bahamas, Grenada, Uganda, Venezuela, Botswana, Cipro, Gabon, Guatemala,
Montenegro, Portogallo, Afghanistan, Arabia Saudita, Bahrain, Hong Kong,
Kuwait, Marocco, Tagikistan.
L’Italia alla fine dei giochi si è posizionata all’8° posto del medagliere, con 8 medaglie d’oro, 9 argenti e 11 bronzi,
per un totale di 28 medaglie.
Per quanto riguarda le medaglie d’oro la parte del leone è stata fatta dai c.d. “sport di precisione”, quali tiro con l’arco (Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli), tiro a segno (Niccolò Campriani) e tiro a volo (Jessica Rossi). La scuola italiana di scherma non ha deluso né in campo femminile né in campo maschile (Elisa di Francisca, Arianna Errigo, Valentina Vezzali, Ilaria Salvatori, Valerio Aspromonte, Andrea Baldini, Giorgio Avola e Andrea Cassarà). Medaglie d’oro, infine, anche per Daniele Molmenti nella canoa e per Carlo Molfetta nel Taekwondo.
Per quanto riguarda le medaglie d’oro la parte del leone è stata fatta dai c.d. “sport di precisione”, quali tiro con l’arco (Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli), tiro a segno (Niccolò Campriani) e tiro a volo (Jessica Rossi). La scuola italiana di scherma non ha deluso né in campo femminile né in campo maschile (Elisa di Francisca, Arianna Errigo, Valentina Vezzali, Ilaria Salvatori, Valerio Aspromonte, Andrea Baldini, Giorgio Avola e Andrea Cassarà). Medaglie d’oro, infine, anche per Daniele Molmenti nella canoa e per Carlo Molfetta nel Taekwondo.
Al medagliere dell’Italia manca sicuramente una medaglia, la
29° - indiscutibilemte d’oro – che appartiene non ad un atleta in particolare,
ma a tutti gli sportivi da divano e, soprattutto, da bar: la medaglia d’oro nel
gioco al massacro. Questa
particolare competizione ha visto gli italiani partecipi in 2 occasioni: contro
la squadra azzurra del nuoto ed in particolare contro Filippo Magnini e
Federica Pellegrini ed, in secondo luogo, contro Alex Schwazer.
Si sa… l’italiano medio è sempre in prima fila quando si
tratta di fare “chiacchere da bar”. Ovvero quelle situazioni in cui un pensiero
superficiale e populista, di quelli che ti fanno sentir dire “bè hai ragione”,
prendono il sopravvento. Mai le chiacchere da bar hanno una connotazione
positiva.. è sempre più difficile argomentare le lodi di qualcuno piuttosto che
argomentare gli insulti rivolti a qualcuno, specialmente se quel qualcuno è in
una situazione di difficoltà. Ed allora poco importa se la Pellegrini e Magnini
vantano insieme qualcosa come 7 ori, 3 argenti e 1 bronzo tra olimpiadi e
mondiali. La loro storia d’amore è una motivazione abbastanza valida per fare
della facile ironia su dei risultati non troppo brillanti a Londra 2012. Senza
dimenticare che non sono stati solo loro due a non raggiungere i risultati
sperati, ma tutta la squadra azzurra ha completamente deluso. Forse Magnini
aveva ragione a dire che la preparazione è stata sbagliata? No, no.. disquisire
di preparazione è troppo tecnico e noioso, è più facile e divertente
nell’ambiente “da bar” spiegare i mancati risultati con la loro relazione.
Discorso un po’ diverso è quello di Schwazer. Ha provato ad imbrogliare ed ha deluso tutti, i suoi tifosi, i suoi cari, i suoi genitori, il suo allenatore, la sua fidanzata, ma soprattutto sé stesso. Anche qui il qualunquismo ed il populismo l’hanno fatta da padrone. In pochi secondo me, dopo aver appurato la sua positività alle sostanze dopanti, hanno speso 15 minuti della loro vita ad ascoltare ciò che aveva da dire a riguardo di questa triste storia. L’immagine di Schwazer che è uscita dalla conferenza stampa è l’immagine di un ragazzo debole, non di un supereroe atleta invincibile disposto a tutto pur di ottenere una medaglia. Sembrava più che altro un ragazzo che non è stato in grado di reggere le pressioni che aveva addosso e che lui stesso ha contribuito a creare. Ben presto il peso del suo imbroglio lo ha sotterrato, tanto da autocondannarsi effettuando un test antidoping pur sapendo di essere positivo, quando (regolamento alla mano) poteva evitare il test stesso. Si è consegnato alla giustizia sportiva e, in un secondo momento, si è presentato in sala stampa, mettendo la faccia davanti al suo errore. L’errore resta, ma errare fa parte della natura umana. Gli organi preposti saranno chiamati a giudicarlo ed ad infliggergli la giusta pena.
Io da persona civile e razionale non posso che rispettare l’uomo nella sua umanità, non posso che rispettare il ragazzo che, evidentemente, ha dei problemi e che è caduto in errore. Non me la sento di puntare il dito contro di lui, perché il dito contro se lo è puntato da solo, ed è stato il gesto più importante.
Infine, non dimentichiamo che se la Pellegrini o Magnini avessero portato a casa delle medaglie, o se Schwazer fosse riuscito ad eludere i controlli ed avesse ripetuto l’impresa di Pechino, vincendo un nuovo oro olimpico, negli stessi bar dove sono stati demoliti, questi ragazzi probabilmente sarebbero stati osannati come dei Campioni veri.
Discorso un po’ diverso è quello di Schwazer. Ha provato ad imbrogliare ed ha deluso tutti, i suoi tifosi, i suoi cari, i suoi genitori, il suo allenatore, la sua fidanzata, ma soprattutto sé stesso. Anche qui il qualunquismo ed il populismo l’hanno fatta da padrone. In pochi secondo me, dopo aver appurato la sua positività alle sostanze dopanti, hanno speso 15 minuti della loro vita ad ascoltare ciò che aveva da dire a riguardo di questa triste storia. L’immagine di Schwazer che è uscita dalla conferenza stampa è l’immagine di un ragazzo debole, non di un supereroe atleta invincibile disposto a tutto pur di ottenere una medaglia. Sembrava più che altro un ragazzo che non è stato in grado di reggere le pressioni che aveva addosso e che lui stesso ha contribuito a creare. Ben presto il peso del suo imbroglio lo ha sotterrato, tanto da autocondannarsi effettuando un test antidoping pur sapendo di essere positivo, quando (regolamento alla mano) poteva evitare il test stesso. Si è consegnato alla giustizia sportiva e, in un secondo momento, si è presentato in sala stampa, mettendo la faccia davanti al suo errore. L’errore resta, ma errare fa parte della natura umana. Gli organi preposti saranno chiamati a giudicarlo ed ad infliggergli la giusta pena.
Io da persona civile e razionale non posso che rispettare l’uomo nella sua umanità, non posso che rispettare il ragazzo che, evidentemente, ha dei problemi e che è caduto in errore. Non me la sento di puntare il dito contro di lui, perché il dito contro se lo è puntato da solo, ed è stato il gesto più importante.
Infine, non dimentichiamo che se la Pellegrini o Magnini avessero portato a casa delle medaglie, o se Schwazer fosse riuscito ad eludere i controlli ed avesse ripetuto l’impresa di Pechino, vincendo un nuovo oro olimpico, negli stessi bar dove sono stati demoliti, questi ragazzi probabilmente sarebbero stati osannati come dei Campioni veri.
Ed allora sì.. le medaglie italiane non sono 28… sono 29.
Gran bel post, io son stata molto delusa dalla Pellegrini e da Magnini, ma ho una mia teoria. Come sai mi occupo di moda, tendenza, lifestyle. E la cosa che sottolineo da molto è quanto siano diventati FASHION gli sportivi: posano per campagne pubblicitarie, sono invitati ale sfilate, fanno da testimonial... Gli sportivi stanno diventando sempre più delle STAR... Attirando interesse di critica, paparazzi e pubblico... Ciò che mi chiedo è "ma tutto questo interesse non nuocerà alla loro concentrazione, fondamentale per lo sport?". E va da sè, poi, che l'interesse porta molte chiacchiere da bar..
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